Uno stralcio tratto da un articolo de La Stampa
Si fa presto a parlare di integrazione. E’ facile fantasticare su un quartiere multiculturale. La decisione del Comune di Torino di contribuire a pagare una parte dell’affitto alle famiglie di nomadi che scelgono di vivere in un alloggio va in questa direzione. Una scelta giusta? La realtà racconta di una convivenza difficile, difficilissima…«è impossibile convivere con bambini che fanno la pipì dal balcone e decine di famigliari che usano il cortile come bivacco».
Consiglio la lettura dell’intero articolo, per rendersi conto di quanto sta accadendo.
Intanto una breve riflessione, non certo politically correct ma estremamente antipatica. Temo proprio anch’io che sia impossibile, per una persona mediamente civile anche se non dotata di larghi mezzi economici, convivere nello stesso condominio con gente che urina dai balconi. Temo anche che i buonisti di professione, e gli utopisti che favoleggiano di magnifiche integrazioni nel Paradiso Terrestre della società futura, sarebbero i primi a non tollerare getti di urina provenienti dai balconi, o cortili ridotti a squallidi bivacchi.
Infatti né il dotto Diliberto, né il gentiluomo Bertinotti con l’erre moscia e i calzini firmati, né Fassino, né Veltroni, nè D’Alema, né Rutelli ricevono, sulle loro sacre teste, pipì calda di giornata. Essendo un rischio che non corrono e che soprattutto non vogliono in alcun modo correre, preferiscono addossarlo agli altri. Con l’esito elettorale che tutti conosciamo, ma questo è un dettaglio.
Mi permetto un’ulteriore osservazione: io non sono un’elettrice di Berlusconi né della Lega. Pertanto sarebbe inutile ogni commento volto a farmi passare per una sostenitrice della destra.
Sono semplicemente una sostenitrice della realtà e del buon senso.



