80 anni di “Domani è un altro giorno”

Il 30 Giugno 1936 negli Stati Uniti usciva Via col vento. Ma chi era Margaret Mitchell prima di diventare la mamma di Scarlett (da noi Rossella) O’Hara, una delle eroine letterarie e cinematografiche più amate di tutti i tempi?

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Le donne di Leopardi (ebbene, sì!)

Oggi, 29 giugno, ricorre l’anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, uno dei poeti italiani più importanti e conosciuti dell’Ottocento, ritenuto anche filosofo per le tante questioni esistenziali trattate all’interno delle sue liriche: la condizione umana, la vita e le sue illusioni, il dolore, la solitudine. Tutti questi temi ci fanno ricordare il giovane poeta principalmente per il suo carattere malinconico e la sua poetica pessimista.

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Oriana Fallaci: la prima donna ad andare al fronte

Ricorre oggi, 29 giugno, l’anniversario di nascita di Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice. Figura italiana tanto amata da alcuni quanto odiata da altri – per le sue idee politiche e per il fervore con cui le ha sempre espresse – e prima donna ad andare al fronte in qualità di inviata.

La Fallaci nasce, come la stessa scrittrice racconta, “a Firenze il 29/6/1929 da genitori fiorentini: Tosca ed Edoardo Fallaci. Da parte di mia madre, tuttavia, esiste un ‘filone’ spagnolo: la sua bisnonna era di Barcellona. Da parte di mio padre, un ‘filone’ romagnolo: sua madre era di Cesena. Connubio pessimo, com’è ovvio, nei risultati temperamentali. Mi ritengo comunque una fiorentina pura. Fiorentino parlo, fiorentino penso, fiorentino sento. Fiorentina è la mia cultura e la mia educazione. All’estero, quando mi chiedono a quale Paese appartengo, rispondo: Firenze. Non: Italia. Perché non è la stessa cosa“.

credits photo: ilpost.it
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Prima di quattro sorelle e vivendo in una famiglia non benestante, Oriana Fallaci si assume si dall’infanzia molte responsabilità. Nella sua formazione gioca un ruolo importantissimo il padre Edoardo, fervente antifascista e sorvegliato del regime, che coinvolge la figlia maggiore, all’età di 14 anni, nella Resistenza partigiana. Riceverà, per questo, un riconoscimento d’onore dell’Esercito Italiano.

Dopo aver frequentato il liceo classico Galilei, la Fallaci si iscrisse alla facoltà di medicina che abbandono però subito dopo: la scrittura era la sua strada. Incalzata dallo zio Bruno Fallaci, giornalista e direttore di settimanali, Oriana intraprende la via del giornalismo. Scrisse, inizialmente, per il “Mattino dell’Italia centrale”, dal quale venne però licenziata perchè si rifiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti. Si trasferisce così a Milano per lavorare all’Epoca, settimanale diretto dallo zio Bruno. Nel frattempo collabora anche con ‘L’Europeo‘ che la porta a New York. In questa occasione nasce il suo primo libro: “I sette peccati di Hollywood“.

credits photo: huffingtonpost.it
credits photo: huffingtonpost.it

Sono gli anni ’60 e Oriana Fallaci inizia ad occuparsi di reportage. Scrive in questo periodo “Il sesso inutile”, che descrive le condizioni della donna in Oriente. Alla vigilia dello sbarco sulla luna, la scrittrice intervista astronauti e tecnici della NASA. Insomma, è ormai entrata a far parte a pieno titolo tra i grandi nomi del giornalismo. Ciò la porterà direttamente in Vietnam in qualità di corrispondente.

Il lavoro di corrispondente di certo non è semplice. La Fallaci rischia la vita più volte, ed una di queste viene anche ritenuta morta e portata all’obitorio. Avviene mentre documentava le manifestazioni di protesta degli studenti universitari messicani contro l’occupazione militare del campus dell’UNAM, durante quello che oggi viene ricordato come  il massacro di Tlatelolco.

credits photo: ciavula.it
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Negli anni ’70 incontra Alexandros Panagulis, leader dell’opposizione greca al regime dei Colonnelli, e se ne innamorò. Rimase incinta e, dopo un litigio con lo stesso Panagulis, ebbe un aborto spontaneo.  Ne scaturì “Lettera ad un bambino mai nato“, libro spesso contestato. La storia con Panagulis venne invece raccontata in “Un uomo“, nel quale è descritto come la coppia indagò anche sulla morte di Pier Paolo Pasolini, amico di entrambi.

Negli anni la Fallaci seguì tante guerre. L’ultima fu quando descrisse in ‘Insciallah‘ le vicende delle truppe italiane inviate dall’ONU nel 1983 a Beirut. Si trasferì poi a New York dove rimase colpita dall’attentato dell’11 settembre. In questo periodo scoprì anche di avere un tumore, che lei stessa chiamò ‘l’alieno’. Le sue posizioni dopo l’11 settembre divennero più estreme e suscitarono polemiche ed elogi. Denunciò ripetutamente la decadenza della civiltà occidentale e la pericolosità del fondamentalismo islamico che, secondo la scrittrice, vuole islamizzare l’Europa.

credits photo: ilgiornale.it
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L'”alieno”, nel frattempo, non lascia in pace la Fallaci che muore nel 2006 a Firenze all’età di 77 anni. Oggi è sepolta nel cimitero degli allori nella tomba di famiglia e accanto ad un cippo commemorativo di Alekos Panagulis.

Francesca Saragaglia

Quarto incontro del Club del Libro: come è andata?

Giovedì 23 Giugno si è tenuto il quarto incontro del Club del Libro. Come sempre, vorrei ringraziare tutti i partecipanti per il loro entusiasmo ed invitare ogni altro interessato ad unirsi a noi giovedì 21 Luglio.

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Una Terra Promessa

Era il febbraio del 1984, quando Eros Ramazzotti con Terra promessa si aggiudicava il primo posto nella categoria giovani del Festival di Sanremo, dando inizio alla sua brillante carriera. Ovviamente, considerato il testo e gli anni in cui è stata scritta questa canzone, non è difficile intuire che si trattasse di una terra promessa anche (e soprattutto) in senso metaforico. Tuttavia, in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati (20 Giugno), La Stanza vi propone una riflessione su cosa possa significare l’espressione “terra promessa” per chi, come i rifugiati, è stato costretto a lasciare la propria casa senza sapere quando e se potrà mai tornarvi.

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Queens of Storybrooke

Venerdì 17 giugno sul canale Fox di Sky è andato in onda il doppio episodio finale della quinta stagione di Once Upon a Time (C’era una volta). Lo scopo di questo testo è quello di analizzare brevemente i personaggi femminili di questa ambiziosa serie, dimostrando quanto le alleanze, i conflitti, le somiglianze e le tensioni che intercorrono tra questi siano uno dei maggiori punti di forza dell’intero prodotto. In questo contesto ci occuperemo esclusivamente della quinta stagione e, per completezza, la prenderemo in esame integralmente.

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Aung San Suu Kyi, icona globale della non-violenza

Aung San Suu Kyi è uno di quei personaggi più unici che rari. Icona mondiale del pacifismo e della non-violenza, è attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani nel suo Paese, la Birmania.

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