Cime Tempestose: storia di un amore (e di un romanzo) immortale

Era il 30 luglio 1818 quando veniva alla luce la quinta dei sei figli di Patrick Prunty e Maria Branwell: stiamo parlando di Emily Brontë. Continua a leggere “Cime Tempestose: storia di un amore (e di un romanzo) immortale”

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“L’amica geniale” e la ricerca della definizione di amicizia

Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.
(Antoine de Saint-Exupery)

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Quinto incontro del Club del Libro: com’è andata?

Giovedì 21 Luglio, al Club Melarossa, si è tenuto il quinto incontro del Club del libro. Innanzitutto, vorrei come sempre ringraziare tutti i partecipanti, sempre numerosi ed entusiasti, ed invitare chiunque sia interessato ad unirsi a noi giovedì 25 Agosto.

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Nadine Gordimer: la scrittrice bianca che lottò contro la segregazione razziale

Per difendere i diritti di qualcuno non bisogna necessariamente appartenere a quella determinata categoria discriminata, spesso è solo questione di civiltà. È un concetto semplice e condivisibile, ma che viene facilmente dimenticato. Così le lesioni dei diritti altrui, che non ci coinvolgono personalmente, vengono spesse guardate con scarsa indignazione. Non per tutti è così. Nella storia dell’umanità ci sono, invece, grandi esempi del contrario. Tra questi vi è Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana bianca, che ha lottato contro l’apartheid utilizzando le parole e i romanzi.

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Paolo Borsellino: 24 anni dalla strage di via d’Amelio

Ventiquattro anni fa a Palermo, in via Mariano d’Amelio, una Fiat 126 esplose uccidendo uno dei principali protagonisti della lotta a Cosa Nostra, il magistrato Paolo Borsellino, e cinque agenti della sua scortaAgostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’esplosione ha scosso non solo i cittadini di Palermo, o la popolazione siciliana, ma tutti gli italiani che solo poco tempo prima avevano dovuto assistere alle immagini della strage di Capaci, dove a perdere la vita furono il magistrato Giovanni Falcone, altro esponente della lotta alla mafia, e sua moglie Francesca Morvillo.

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Club del Libro: quinto incontro

Giovedì 21 Luglio, come sempre dalle 19 alle 21, al Club Melarossa di Latina si terrà il quinto incontro del Club del Libro dell’associazione culturale La Stanza.

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Lady Oscar e la ricerca del femminile

Molti di noi ricordano il 14 luglio come il giorno dell’anniversario della presa della Bastiglia, evento che ha segnato l’inizio di quel periodo storico molto importante che ha posto fine all’antico regime e segnato l’inizio dell’Europa moderna: la Rivoluzione francese. Ma per i nati degli anni ’70, ’80, ’90 è difficile non ricollegare a questa data il mitico personaggio di Lady Oscar, nato dalla matita della fumettista giapponese Riyoko Ikeda.

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‘Dear Brock Turner’: il progetto di Yana Mazurkevich contro la cultura dello stupro

Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio del 2015, in un campus universitario della California, una ragazza, che oggi ha 23 anni, in stato di semi-incoscienza a causa dell’alcol viene violentata dietro un cassonetto da un ventenne di nome Brock Allen Turner. L’aggressore è stato fermato solo grazie all’intervento di alcuni passanti che hanno notato la scena. Una storia, purtroppo, come tante altre storie di cui ormai siamo tristemente abituati ad avere notizia ma con dei particolari che l’hanno portata ad essere protagonista di molti articoli di giornali internazionali.

Brock Allen Turner, studente di Stanford ed ex campione di nuoto, infatti, lo scorso 2 giugno ha ricevuto una condanna di soli sei mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata. Troppo pochi per la maggior parte della gente, ma sufficienti secondo il giudice poiché il ragazzo, oltre ad avere la fedina penale pulita, aveva già risentito abbastanza dell’attenzione mediatica e una pena più lunga avrebbe avuto un impatto troppo forte.

La ragazza non ci sta e scrive una lettera che fa il giro del web. Le sue parole sono dure e denunciano una diffusa cultura dello stupro che porta a giustificare la violenza con lo stato di ubriachezza della ragazza: “Non è stato l’alcol a togliermi i vestiti, a penetrarmi con le dita, a trascinare la mia testa per terra e a lasciarmi completamente nuda“. La risposta, nel frattempo, è arrivata dal padre dell’aggressore che ha liquidato la faccenda definendola come “20 minuti d’azione“.

Immaginare come questa storia abbia colpito molte persone non è difficile. Tra queste vi è Yana Mazurkevich, fotografa e studentessa bielorussa che vive a New York. Rimasta scossa dalla sentenza e dalle parole del padre dell’aggressore, Yana ha inaugurato un progetto fotografico dal nome ‘Dear Brock Turner‘ per dare voce a tutte quelle donne violentate due volte: prima dagli aguzzini che hanno abusato di loro e poi da chi le giudica colpevoli di questi atti.

credits photo: facebook.com/projectcurrent
credits photo: facebook.com/projectcurrent

Le foto ritraggono, senza filtri, sei donne vittime di violenze che hanno deciso di condividere con l’obiettivo i giudizi che sono stati espressi su di loro e che le hanno portate a sentirsi in colpa per qualcosa che hanno solo subito e che le porta a pronunciare frasi come “Ero troppo ubriaca, sono colpevole” o “La mia gonna era troppo corta” .

credits photo: facebook.com/projectcurrent
credits photo: facebook.com/projectcurrent

La serie fotografica ‘Dear Brock Turner‘ rientra a far parte di ‘Current Solution‘, una piattaforma realizzata da giovani studenti con lo scopo di creare una consapevolezza maggiore su ogni genere di violenza. In particolare, Maxwell Fong, co-cofondatore di ‘Current Solution‘ ha affermato che “La maggior parte delle persone sa che una donna su quattro viene aggredita all’interno dei campus universitari, ma quello che non sanno è che ciò accade a una donna su quattro che conoscono. Mettendo i volti alle storie, mostriamo al mondo che le donne non hanno più paura di parlare” .

credits photo: facebook.com/projectcurrent
credits photo: facebook.com/projectcurrent

Il numero di storie raccontate attraverso ‘Current Solutioncresce di giorno in giorno in maniera impressionante. Si passa dalle semplice critiche ad un modo di vestite considerato troppo libertino a veri e propri casi di aggressioni. Appare chiaro, quindi, come molto ci sia da fare per porre fine a qualsiasi tipo di violenza venga ancora oggi subita dalle donne.

Francesca Saragaglia