L’Amore: un’altra questione di genere?

È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza. Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi, è questione di fortuna? […] La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore.

L’incipit del saggio L’arte d’amare, di Erich Fromm, esprime chiaramente come l’amore sia una condizione in grado di coinvolgere chiunque. Allo stesso tempo pone l’accento su quanto sia complesso coglierne l’essenza, poiché peculiare per ciascuno di noi.

Sull’amore e sull’innamoramento si è detto tanto, forse troppo. Sono stati studiati dalla scienza, cantati dai poeti e sono onnipresenti nella vita di tutti. Ma si possono definire davvero?

Occorre, anzi tutto, fare una distinzione: pare che innamoramento e amore non siano la stessa cosa.

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Nell’essere umano, l’innamoramento può considerarsi una pulsione dalla quale scaturiscono una serie di comportamenti e di sentimenti nei confronti di un’altra persona, contraddistinti da un forte coinvolgimento emotivo e accompagnati da un’attrazione fisica. L’innamoramento, quindi, da un punto di vista evolutivo e più strettamente biochimico, sembra avere la funzione di avvicinare due individui per portarli all’accoppiamento. Si tratta, in questo senso, di un meccanismo più ancestrale insito nella natura umana.

L’amore, invece, può ritenersi il passo successivo, l’innalzamento del sentimento d’innamoramento. Esso è legato ad un significato più ampio, raccoglie vari aspetti del sentimento amoroso. È, spesso, associato anche alla stabilità della coppia e della famiglia.

Da un punto di vista biochimico l’attrazione tra due persone è regolata dai ferormoni, messaggeri chimici che stimolano le mucose olfattive più ancestrali, richiamando il lato primitivo dell’amore.

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Entra in gioco, poi, la feniletilamina (PEA): un neurotrasmettitore legato al funzionamento del sistema limbico, ovvero quell’area del cervello in cui vengono gestite le emozioni e le funzioni vitali. Stimola il testosterone e la dopamina, e sembra provochi una vera e propria assuefazione, facendo avvertire in sua assenza agli innamorati sensazioni simili all’astinenza (il cosiddetto “mal d’amore”).

Dopo le sensazioni di euforia e di dipendenza, caratteristiche della fase dell’innamoramento, entra in gioco l’ossitocina, il neurotrasmettitore implicato nella costruzione di legami stabili. Sembra che la mancanza di quest’ormone sia associata al tradimento.

Superate le prime fasi del rapporto, l’effetto dirompente di queste sostanze è quasi del tutto sostituito dalla produzione di endorfine. La presenza costante del partner stimola la produzione di queste molecole che danno vita a sensazioni di benessere continue, tradotte nella volontà di portare avanti la relazione e di non interromperla.

Queste scoperte biochimiche sono subentrate di recente, e sono un’interpretazione “razionale rispetto alla visione dell’amore romantico fornita quasi esclusivamente dalle opere letterarie. Ma a fare chiarezza sull’amore e i suoi effetti è stata anche la psicologia, che ha stimolato non poche riflessioni sull’argomento. Infatti, non possiamo ridurci a considerare l’amore solochimica”, ma è opportuno vederlo come un insieme di fattori bio-psico-sociali.

download-2Già Freud parlava d’amore come un qualcosa nato direttamente dalla pulsione sessuale, e che muore con la sua estinzione.  Può durare solo se la sessualità è “sublimata”, ovvero controllata, e quando il rapporto è arricchito da altri fattori quali la stima, gli affetti, il rispetto reciproco. La visione freudiana vede l’amore come un controllo sul partner dettato, sostanzialmente, da esigenze egoistiche. Dopo Freud altri teorici della psicoanalisi hanno descritto l’amore come una mistificazione soggettiva (sublimazione) volta a coprire un bisogno sessuale primario. L’amore quindi è visto come uno strumento egoistico.

Per Fromm l’innamoramento è uno stato di follia in cui gli innamorati realizzano un egoismo a due. L’amore di coppia non è un paradigma di ricerca e di avventura, è solo una espressione minore del più generale bisogno di sicurezza. Dal punto di vista psicologico l’idea dell’amore sembra accomunare anche scuole di pensiero differenti: il sentimento amoroso è prima di tutto visto come un’esigenza egoistica, un bisogno personale di sicurezza.

Ciò porta a riflettere su quanto sia importante conoscere e amare prima di tutto se stessi, per essere in grado di dare amore incondizionato ad un’altra persona.

Se, allora, l’innamoramento si può ritenere lo stato iniziale di sensazioni che ci spinge verso l’altro, definire l’amore è pressappoco impossibile. Qualsiasi parola usata per descriverlo incontrerebbe l’opinione di alcuni, ma il disaccordo di molti.

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Ma vi siete mai chiesti se esistono differenze di genere anche in amore? Se sia uomini che donne quando amano danno tutto per l’altra persona, vivendo un amore sincero e incondizionato, è anche vero che lo manifestano in modo diverso, a seconda delle peculiarità che li caratterizzano.

La donna sembra essere più influenzata da fattori psicologici quali la fiducia, la volontà di dialogare, il senso di protezione, l’intimità e una sorta di benessere generale, e in lei questi aspetti si combinano fino a generare, nel cervello, il cosiddetto “cocktail ormonale”, da cui parte il desiderio sessuale. È quindi fortemente condizionata dal lato emotivo dell’amore.

L’uomo, al contrario, tende a essere più “pratico” non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche in amore: meno legato ad un forte coinvolgimento emotivo, “rilascia” il mix ormonale in qualsiasi momento e situazione, e il suo desiderio e spesso legato più a fattori fisici che emotivi.

Queste differenze si esplicano nel modo diverso di mostrare amore, ma non nel sentimento vero e proprio. Non esistono prove a supporto del fatto che un uomo possa amare meno della donna, o viceversa.

Come diceva Fromm, amare è un’arte:

Il primo passo è di convincersi che l’amore è un’arte così come la vita è un’arte: se vogliamo sapere come amare dobbiamo procedere allo stesso modo come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura, oppure la medicina o l’ingegneria…

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Elena Musella

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