2days4LaStanza- I confini della stanza

Mancano pochissime ore al “2days4LaStanza”, la manifestazione di due giorni (l’8 e il 9 aprile) organizzata per festeggiare il nostro primo anniversario e che ospita numerosi eventi di cui abbiamo avuto modo di parlarvi nei giorni scorsi. C’è stata, però, un’aggiunta last minute di cui siamo contente di potervi parlare. Si tratta del’installazione architettonica di Stella Scordo e Claudia Miccoli dal titolo I confini della stanza.

Stella e Claudia sono due architette che hanno dato vita a “Dominus”, un progetto destinato a creare soluzioni architettoniche e di design che partano dalle richieste del cliente, dalle sue parole e dalle sue sensazioni, per poi svilupparsi in una proposta progettuale e realizzabile. Le richieste del cliente si configurano come le tessere di un domino a cui poi aderiscono le idee e le proposte delle due artiste. Ed ecco spiegato il nome: dal domino alla domus.

Noi delLa Stanza abbiamo chiesto a Stella e Claudia di realizzare un’installazione che accogliesse coloro che entreranno a Palazzo M per partecipare al “2days4LaStanza”. Loro si sono lasciate ispirare dal nome della nostra associazione e dallo spazio raccolto dell’ingresso che doveva ospitare la loro opera ed è così che in pochissimi giorni è nata I confini della stanza. Loro ce la raccontano così:

La stanza come filosofia dell’abitare: lo spazio dove isolarsi, lo spazio della fragilità, della convivialità, degli affetti, dell’autocostruzione, delle esperienze. La stanza come luogo fisico, circoscritto, delimitato, confinato.
Ma cosa sono i confini? A cosa servono? Come nascono? Quando un confine diventa solo mentale?
Possiamo trovare delle risposte osservando; tutto ci racconta qualcosa, ciò che è accaduto o non accaduto. Gli oggetti hanno un loro vissuto e ce lo rivelano nelle fibre del legno, nelle macchie, nel posto e nel modo in cui si trovano, cosi come lo spazio con i suoi limiti fisici e non. Se il rapporto fra lo spazio fisico e l’uomo è complementare, lo spazio nasce da qualcosa che Kandinsky chiama punto.
“Il punto geometrico è un’entità invisibile. Deve quindi essere definito come un’entità immateriale. Pensato materialmente, il punto equivale a uno zero. Il punto appartiene al cerchio più stretto dei fenomeni abituali col loro suono tradizionale, che è muto”.
Nella progettazione di un LUOGO, quel punto è un vissuto, un’idea, una parola, è il centro nevralgico del divenire e del mutamento. L’installazione propone alcuni spunti sul rapporto fra gli oggetti, lo spazio e il vissuto e un punto di vista sulla loro sinergia (dal greco συνεργός, “lavorare insieme”) da cui nasce e cresce un progetto.

L’installazione sarà visibile entrambi i giorni della manifestazione e Claudia sarà presente in sala per parlare con chiunque fosse curioso di approfondire ciò di cui tratta il progetto Dominus. Se volete saperne di più sul lavoro di Claudia e Stella, potete dare un’occhiata al loro sito www.dominusdesign.it.

Per qualsiasi informazione, contattateci in privato sulla nostra pagina facebook, Associazione Culturale La Stanza, o mandate un’e-mail all’indirizzo associazioneculturalelastanza@gmail.com.

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