2days4LaStanza- La Stanza del cinema

L’8 e il 9 aprile a Palazzo M festeggeremo il nostro primo anno di attività con due imperdibili giornate interamente gratuite nelle quali vi proporremo una serie di eventi culturali che spazieranno dalla presentazioni di libri e tè letterari a workshop di teatro, musica e linguistica, passando per digital live painting, mostre e tanto, tanto altro.

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The Help: Prima proiezione per I colori della Vita

Mississipi, estate del 1962. Eugenia “Skeeter” Phelan (Emma Stone) ritorna dalla famiglia di origine a Jackson, piccola cittadina del profondo sud degli Stati Uniti, dopo aver frequentato l’università lontana da casa. In piena epoca di Apartheid, Skeeter convincerà Aibileen (Viola Davis), donna di servizio e balia di una delle sue amiche d’infanzia, ad aiutarla a scrivere “The Help”, una raccolta di testimonianze delle cameriere nere e delle loro esperienze nelle case dei bianchi: un testo di denuncia sociale, destinato a sconvolgere il perbenismo ipocrita della media borghesia di Jackson.

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HALLOWEEN IN ROSA

Il cinema horror è strettamente legato al femminile, sin dai primi film della storia del genere, basti pensare al personaggio della final girl, figura cardine dello slasher movie. La final girl, che trova la sua consacrazione in letteratura con il romanzo di Agata Christie Dieci piccoli indiani (1939) è un personaggio, solitamente quello della protagonista, con delle caratteristiche ben precise e delineate: giovinezza, intelligenza, ingenuità, forza e, prendendo in esame i primi film di note saghe horror, verginità (Halloween, 1979; Venerdì 13, 1980; Nightmare, 1984; Scream, 1996). Solitamente, con il procedere della saga, la giovane donna perde i tratti di ingenuità che la caratterizzavano e acquisisce disillusione e paura che spesso vengono accompagnate dalla perdita della verginità, segnando la fine dell’eroina, condannata a morte e sostituita con un’altra ragazza giovane, inconsciente, ingenua e vergine (Venerdì 13 parte seconda, 1981; Nightmare 3, 1987; Halloween 5, 1989).

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Alla ricerca di Dory

“Un’avventura indimenticabile, che lei forse non ricorderà…”

Dory è un pesce femmina che soffre di perdita di memoria a breve termine. Ha ricordi vividi della sua infanzia assieme ai genitori, ma non rammenta come ha fatto a perderli. Mossa dalla volontà di ritrovarli intraprende un viaggio con l’aiuto dell’amico Marlin e di suo figlio Nemo. Il film è un sequel e uno spin-off di Alla ricerca di Nemo, poiché racconta vicende che seguono a quelle del suddetto film tuttavia avendo come protagonista un personaggio diverso.

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Buon compleanno, Elisabetta I d’Inghilterra

Il 7 settembre del 1533, a Greenwich, nasceva Elizabeth Tudor, colei che verrà conosciuta come Elisabetta I d’Inghilterra. La sua nascita avrebbe dovuto salvare l’Inghilterra dalla crisi del regno di suo padre Enrico VII; e invece segnò la condanna a morte di sua madre Anna Bolena.

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Buon compleanno Bette Davis

“Sono stata intrattabile, monomaniaca, priva di tatto, e molte volte sgradevole… Credo di essere stata grandissima.”

Il 5 aprile di 108 anni fa, nel 1908, nasceva Bette Davis. Icona del cinema statunitense, negli anni ’30, vinse ben due premi Oscar: nel 1936 per Paura di amare e nel 1939 in La figlia del vento.

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Prima psico – proiezione. Come è andata?

Domenica 3 aprile, al circolo Hemingway, si è tenuto il primo dei quattro incontri del ciclo delle psico – proiezioni.

Dopo la visione del film Perdutamente tua, con l’accompagnamento di un piccolo aperitivo, ci siamo riuniti in una tavola rotonda per scambiarci le prime impressioni.

Contestualizzando il film, tutti si sono trovati d’accordo nel riconoscere l’assoluta innovazione che quest’opera ha portato nel cinema degli anni ’40. L’emancipazione di Charlotte è stato un ottimo punto di partenza per una serie di riflessioni che hanno spaziato dal mondo del cinema alle dinamiche relazionali, passando anche per Dawson’s Creek.

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Donne da Oscar

Sono passate più di 24 ore da quando i riflettori del Dolby Theatre di Los Angeles si sono spenti decretando la fine dell’88esima edizione degli Academy Awards, una bella edizione condotta da Chris Rock che probabilmente sarà ricordata soprattutto per l’attesissima vittoria di Leonardo Di Caprio come miglior attore protagonista.

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Numerose sono state le donne premiate con la statuetta. Tra le prime, ricordiamo la svedese Alicia Vikander, vincitrice dell’oscar come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in The Danish Girl. La Vikander ha recitato in pellicole come Il quinto potere, Anna Karenina, Il settimo figlio e si è dichiarata molto emozionata per la vittoria tanto da affermare: “Per anni ho visto lo show di notte in televisione e ora è incredibile essere qui. Non ricordo già più cosa ho pensato non appena ho sentito il mio nome”.

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Molto emozionata e quasi incredula è anche Brie Larson, la vincitrice del premio miglior attrice protagonista che proprio grazie al suo ruolo nel film Room ha avuto modo di farsi conoscere e di vincere anche il Golden Globe, il Bafta e lo Screen Actors Guilt. Per la parte che le ha regalato il successo e l’ammirazione di Hollywood, la Larson ha detto di essersi ispirata a sua madre, una donna coraggiosa e forte da cui ha imparato a non arrendersi davanti alle difficoltà e a credere nei propri sogni.

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Ma a salire sul palco del Dolby Theatre sono state anche Margaret Sixel per il miglior montaggio, Jenny Beavan per i migliori costumi, Lisa Thompson per la miglior scenografia e Lesley Vandervalt e Elka Wardega per il miglior trucco (insieme a Damien Martin), tutti nomi che figurano nel cast tecnico di Mad Max: Fury Road.

Durante la serata ci sono state altre protagoniste femminili anche se non direttamente premiate con la statuetta. Ad esempio, non sono mancate le donne da ringraziare e a cui dedicare la vittoria, come ha fatto Ennio Morricone (vincitore per la miglior colonna sonora per il film The Hateful Eight di Tarantino) nei confronti di sua moglie Maria Travia.
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Un omaggio è stato fatto anche alla cantante Amy Winehouse, scomparsa nel 2011, alla cui personalità e sensibilità è stato dedicato il documentario Amy di Asif Kapadia, vincitore del premio miglior documentario.

Sicuramente molto emozionante è stata la performance di Lady Gaga della canzone Till it happens to you che affronta il delicato tema dell’abuso sessuale. Sul palco insieme alla cantante statunitense, alcune vittime di molestie sessuali che la Larson ha abbracciato uno per uno alla fine dell’esibizione (se non l’avete vista, cliccate qui).

Federica Crisci