La voce di… Oriana Fallaci

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.

“Lettera a un bambino mai nato”, Oriana Fallaci

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La voce di… Dacia Maraini

L’informazione dovrebbe essere ricerca, dubbio, un interrogarsi e discutere sui grandi problemi che ci riguardano. Mentre spesso si cade nel sensazionale e nel patetico. Si cerca di colpire allo stomaco lo spettatore anziché farlo ragionare.

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La voce di… Hannah Arendt

Quel che ora penso veramente è che il male non è mai “radicale”, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso “sfida” come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”. Solo il bene è profondo e può essere radicale.

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La voce di… Pablo Neruda

Ode al primo giorno dell’anno

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli:
i giorni sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo giorno di questo anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi all’infinito modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle, ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati verso stazioni nere della notte.
Questa fine dell’anno senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi, nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste, lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo come un candelabro,
ti berremo come un liquido topazio.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì, benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei, oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!

(Pablo Neruda, Terzo libro delle odi, 1957)

La “voce” di questo mese non poteva non essere dedicata all’anno appena iniziato. Il giorno di Capodanno è in realtà identico a tutti gli altri, ma ciò che fa la differenza è la speranza che oggi, prima di cadere nella disillusione del 2 gennaio, ci permette di guardare al futuro con occhi nuovi.

Auguri a tutti per un 2017 strepitoso!

Francesca Papa

La voce di… Banana Yoshimoto

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.

(Banana Yoshimoto, “Un viaggio chiamato vita”)

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La voce di… Patti Smith

Dovremmo chiedere a noi stessi: “Quali strumenti abbiamo? Su cosa possiamo contare?” Puoi contare su te stesso. Credimi, te stesso è il tuo miglior alleato. Tu conosci chi sei, perfino quando a volte diventa un po’ sfuocato e fai degli sbagli o sembra divagare, semplicemente vai più a fondo. Sai chi sei. Conosci la cosa giusta da fare. E quando fai uno sbaglio, va bene – proprio come dice la canzone, risolleva te stesso, pulisciti e ricomincia tutto da capo.

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